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Escort Milano: Un’avventura da Mille e una notte


Ho cominciato il mio lavoro come escort nella città di Milano un po’ come uno scherzo, chiedendo a un mio amico -Se passo il weekend con te, quanto mi dai?- e da allora questa è diventata la mia vita. Non pensiate che lo faccia solo per il vile denaro: la mia occupazione riesce a “soddisfarmi” in tutti i sensi e non la cambierei per nulla al mondo.

Facendo l’accompagnatrice ho girato il mondo, visitato luoghi bellissimi vivendo sempre nel lusso. Di storie da raccontare ne avrei davvero molte… ma quest’oggi voglio raccontarvene una tra le più divertenti e soddisfacenti.

Un ospite inaspettato ci fa visita…

Mi trovavo in un albergo di lusso in medio oriente in compagnia di un uomo d’affari italiano. Si trattava di un cliente abituale, uno di quello che le escort si tengono ben stretto: buon amante e ottimo pagatore.
Un lavoro come un altro, nulla di speciale… finché ci è venuto a trovare in camera un suo amico. Si trattava di Aziz, un amico del mio cliente: i due parlarono di affari per un quarto d’ora buono, anche se notavo che l’arabo mi guardava di tanto in tanto.

Anche il cliente se ne accorse e, parlando nella sua lingua. Non so bene cosa si dissero di preciso, ma dopo poco si girarono verso di me con un sorriso stampato sul volto.

Sesso? In tre è meglio!

Quando mi tradusse quanto si erano detti, anche io mi concessi un sorriso libidinoso: un triangolo. Nel loro giro di affari, mi avevano messo sul piatto e un rapporto a tre sarebbe stato il sigillo di chissà quale accordo. L’idea mi eccitò sin da subito, visto che sentirmi così trattata come semplice merce mi offendeva ma allo stesso tempo mi eccitava profondamente.

top escort

A quanto pare però Aziz non sapeva molto farci con le donne occidentali: mi prese senza troppi complimenti e mi strappò letteralmente i vestiti di dosso. Quando l’altro uomo fece per intervenire venne allontanato anch’esso senza troppe cerimonie: la mia preoccupazione e la tensione lasciarono spazio al desiderio quando l’uomo sfoderò la sua scimitarra. Era davvero notevole sia per dimensioni che per spessore!

Con obbedienza aprii le gambe mostrando la mia completa disponibilità e sottomissione: Aziz mi penetrò con forza, senza perdersi in inutili giochi erotici o preliminari. Dal canto suo, il mio cliente mi riempì la bocca con il suo membro.
Sentivo i loro peni premere dentro di me, invadermi con forza. Il ritmo forsennato non diminuì di intensità anche quando i due si diedero il cambio: quel gigantesco cazzo arabo spingeva con forza verso la mia gola, lasciandomi senza fiato ma al contempo facendomi sentire così “piena”.

I due continuarono a darsi il turno, possedendomi in diverse posizioni e facendomi divertire come una matta. Giunti all’apice del piacere, mi fecero inginocchiare davanti a loro e inondarono la mia faccia e il mio seno con un mare di caldo e denso sperma, ricoprendomi completamente…

Alla fine, i due si strinsero la mano e l’arabo lascio la stanza abbottonandosi la patta dei pantaloni. Che bastardi! Mi avevano usato per i loro affari… ma l’idea sotto sotto mi aveva davvero stimolato ed eccitato. Un’esperienza davvero da Mille e una notte che difficilmente dimenticherò!




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