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L’insegnante di ripetizioni insegna sesso


Non so cosa mi è preso quel pomeriggio: solitamente sono sempre stata una donna piuttosto timida e non ho mai avuto esperienze particolari. Eppure, vuoi il caldo estivo e vuoi la carica sessuale di quei due giovani maschi… quel giorno mi sono lasciata andare ai miei più primordiali istinti.

Davo ripetizioni di matematica a due diciottenni: ragazzi svogliati, costretti a stare sui libri di scuola invece che poter andare al mare come i compagni di classe. I loro modi spocchiosi, un po’ tipici dei giovani del giorno d’oggi, mi infastidivano molto… ma cercai in tutti i modi di ignorarli continuando a spiegare l’equazione sulla lavagna appositamente installata in casa mia. Dare ripetizioni era un modo per poter arrotondare lo stipendio e, mio malgrado, in questo modo riuscivo a tirare avanti.

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Mi guardavano in modo strano e, una donna sui quaranta come me, ormai capisce quando degli uomini cominciano a farsi idee strane… Mentre scrivevo con il gesso, mi accorsi dei ridolini alle mie spalle. Dapprima li ignorai e poi mi voltai improvvisamente per rimproverare quei ragazzetti e…

Due grandi belle sorprese!

Quei maiali avevano tirato fuori il pene e me li sventolavano davanti ridacchiando. Avevano superato ogni limite concepibile ed ero ormai pronta a cacciarli via di casa ma… qualcosa mi fermò quasi paralizzandomi: erano due cazzi davvero imparagonabili a quelli di mio marito e apparivano così… gustosi!

Quei due maschietti (alla faccia dell’inesperienza) capirono subito la mia titubanza e mi si fecero incontro. La mia resistenza fu minima: appena appoggiai inavvertitamente la mano su uno di quei due membri mi sciolsi come burro.
Mi inginocchiai e feci che i loro ridolini fastidiosi diventassero ansimi di piacere. Quei giovani cazzi turgidi mi entravano a turno in bocca, mentre i miei vestiti come i loro cominciavano a cadere per terra.

Naturalmente non gli bastò: erano a caccia della mia fessura e, piegatami a novanta, si diedero il turno per penetrarmi mentre lavoravo con la bocca sull’altro. A dispetto dell’età, sembravano piuttosto “rodati” e mentre i nostri corpi sudati si dimenavano, cominciai a provare un gran piacere.

Quell’entusiasmo e quella foga quasi animalesca mi stava conquistando letteralmente. E ben presto entrambi vennero: uno riempiendomi la bocca, l’altro spruzzando caldi schizzi sul mio sedere. Dopo qualche istante di imbarazzo, chiesi ad entrambi di dimenticare tutto e li invitai ad uscire.

Dopo una rapida doccia, mi affacciai dalla finestra: come infondo infondo speravo, erano ancora lì. Aprii la porta e gli feci un timido sorriso -Prof, altra lezione di sesso?- mi disse uno con tono ironico. -Adesso è il mio turno di godere- affermai con una voce che non sembrava la mia.

Provai l’ebrezza di una doppia penetrazione: due stantuffi instancabili che pompavano con forza riempiendomi di carne maschia all’inverosimile. Scaricati la prima volta, questo secondo “round” fu diverso e il loro ritmo più controllato era mirato a saziarmi… e fu il mio turno di godere, perdendo totalmente il controllo -Avanti porci, fatemi godere!- mi sentivo come una escort in preda a due clienti insaziabili.

Venimmo tutti contemporaneamente e fu qualcosa di fantastico: da allora ho scoperto come, oltre che per arrotondare lo stipendio, le ripetizioni possono anche essere molto… soddisfacenti!




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